MARIO NANNI

MARIO NANNI - Biografia

MARIO NANNI - Arte Centro - Arte Moderna


Mario Nanni nasce nel 1922  Castellina in Chianti , Siena.Le prime esperienze artistiche  hanno inizio durante gli anni grossetani secondo moduli tipicamente figurativi, ma la poetica pittorica che caratterizzerà tutta la sua carriera comincia a prendere forma a Bologna dove l’artista, affascinato dalla realtà cittadina già tecnologica e meccanicistica, riporta sulle sue tele i simboli di questa nuova dimensione, con un nuovo linguaggio caratterizzato da una materia densa e pastosa e dall’accentuazione delle forme degli oggetti che, tendendo alla semplificazione geometrica, lucida e razionale, abbandonano il realismo figurativo, aprendosi ad una realtà mentale; infatti, se opere quali Disegno di un partigiano (1950) e Lo spaccalegna (1952-’53) sono ancora di matrice realista, Distributore e Cantiere (entrambi del 1954) mostrano già questo cambio di rottaNanni comincia ad essere presente in mostre importanti sin dal 1957, quando prende parte all’esposizione «14+2» al Circolo della Cultura curata da F. Lodoli che raccoglie un ampio ventaglio di ricerche sperimentali nel bolognese e, nel 1960, tiene la sua prima personale curata da M. Calvesi al Salone Annunciata di Milano. Con opere del periodo informale e post-informale, nel 1983 l’artista è invitato a esporre alla mostra a cura di R. Barilli e F. Solmi, “L’informale in Italia”, presso la Galleria Comunale di Bologna.
È già dai primissimi anni Sessanta che l’artista abbandona le istanze materiche e istintuali dell’Informale per sondare nuove possibilità creative. Originali sia la sua rielaborazione di moduli futuristi e metafisici affiancati nel medesimo spazio pittorico che il passaggio – forse sollecitato da un interesse particolare per la poetica futurista che non lo abbandonerà mai – alla sperimentazione delle valenze estetiche ed espressive di elementi meccanici e tecnologici, ben rappresentata da opere quali Macchina (1962) e Meccanismo (1963), esposte da Francesco Arcangeli nella mostra itinerante in Spagna “Giovani pittori italiani” del 1963.
Dal 2000, Nanni indaga e modula nuove spazialità intervenendo nuovamente su mappe trasformate in nuove strutture topografiche bidimensionali dai forti cromatismi: con gli esperimenti pittorici de I giochi della metamorfosi (Galleria Maggiore, Bologna, 2004, a cura di V. Coen), tutt’oggi al centro della sua produzione, l’artista scardina le sicurezze derivanti dalla riproduzione convenzionale su carta della realtà ambientale poiché, dietro all’apparenza al contempo ludica per certi segni, seducente per le accensioni tonali, si cela una natura mentale inquieta e straniante.