ANGELO CAVIGLIONI

ANGELO CAVIGLIONI - Biografia

Angelo Caviglioni - il pittore futurista che conobbe Marinetti nel 1913 a Londra, a cui fu legato da profonda stima e affetto - è nato e morto a Bologna e durante gli anni d'oro del movimento prese parte alle più importanti rassegne e manifestazioni d'arte, tra cui tutte le biennali dal 1926 al 1942 e le quadriennali romane del '35 e del '39. Forse non tutti sanno che mentre per tanti artisti il Futurismo fu una specie di ventata che li investì solo per qualche anno, Caviglioni fu "pittore futurista a vita" che dipinse da futurista fino al 1977, quando il Futurismo aveva esaurito già la prima, la seconda e anche la terza fase, e solo perché il 1977 fu l'anno in cui la morte lo colse novantenne, altrimenti avrebbe continuato chissà per quanto ancora. Forse non tutti sanno che la prima opera compiutamente futurista vista a Bologna fu di Caviglioni e si chiamava Le luci e i trams di Bologna. Forse non tutti sanno che per Marinetti Bologna era la città più antifuturista d'Italia e che Caviglioni fu il principale animatore del movimento in città, insieme a Tato, a Sabattini, a Cinti, ad Alberti e che la città, tradizionalmente mai generosa con le avanguardie, lo ripagò con un precoce e premeditato oblio, al punto che Caviglioni nel 1971 fece un quadro con su scritto "ai critici mafiosi merda". Se lo appese al collo, si fece fotografare, ne fece una cartolina e la spedì a chi di dovere. A riprova della stima che legò Caviglioni e Marinetti, nella piccola monografia edita dal gruppo futurista "Marconi" nel 1942, è il padre indiscusso del movimento a "collaudare" l'artista, definendolo "stupefacente aeropittore non inferiore ai grandi aeropittori". Opere suggestive, di grande impatto scenico, geniali nelle composizioni e nelle invenzioni formali, che al di là dell'aspetto superficialmente ludico nascondono ben altri significati e valori. La conquista del cielo, infatti, da materiale si fa presto spirituale: l'aereo, la macchina, le meraviglie del progresso magnificate per sé stesse si scoprono tramiti per avvicinarsi a Dio. Poco tempo dopo il Manifesto dell'aeropittura compare, come sua naturale evoluzione, il Manifesto dell'arte sacra futurista.