VITTORIA RUTIGLIANO

Biografia

Vittoria Rutigliano nasce il 10/2/1971 in Puglia, a Conversano in provincia di Bari.
Inizia gli studi artistici frequentando la sezione Tessuto dell’Istituto Statale d’Arte di Monopoli e nel
1996 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, prima in Scenografia e, qualche anno dopo,
anche in Decorazione.
Da sempre dipinge e disegna, integrando la sua formazione artistica con quella musicale. Ha
studiato pianoforte e in seguito violoncello. Questa costante immersione nella musica si tramuta
spesso in forma estetica e pittorica. Non c’è quadro di Vì che non sia stato creato ascoltando
musica.
Dal 2010 si dedica esclusivamente al Collage e al Foto Collage, acquisendo grande padronanza
della tecnica, sviluppando metodi d’incollaggio personali e sperimentando diverse interazioni con
vernici, supporti e cornici.
I tratti originali e distintivi dei suoi collage sono la costruzione di immagini con immagini, l’equilibrio
nella composizione, i fondi ampi e aerosi, i numerosi “graffi” sulle opere su tela.
L’esperienza tecnica e la maturità artistica le hanno permesso di confrontarsi anche in ambiti
solitamente distanti dal collage come la tematica sacra o la ritrattistica su commissione.
Nella “Serie Dorata”, l’umanità viene ricostruita nel punto in cui
l’immagine pubblicitaria la falsifica. I ritagli decontestualizzati dagli
impianti fotografici originali, il cui scopo è spesso quello di generare
consumi, sono ricomposti in personaggi iconici, ironici, onirici e
aristocratici, che si esibiscono in storie dagli esiti infinti, e che sono
immersi nelle più disparate epoche. Le cornici di gusto classico
sono parte integrante e fondante di queste opere.
Il loro mancato restauro conferisce maggiore “vecchiaia”, e dunque,
più fascino di vita vissuta al quadro nel suo complesso. E più
aumenta questo respiro passato e più è grande la suggestione, il
piacevole inganno, che le opere di carta siano antiche e riscoperte,
a dispetto della loro estetica contemporanea. Elementi ridondanti sono gli sguardi, spesso fatti di
occhi sovrapposti, il tempo, espresso con corone di cronografi o quadranti di orologi, e le pose
nobili e aristocratiche.

Di tutt’altro impatto i lavori dell’“Etude D’Arianne” dove, sulle grandi
tele, trovano spazio ampie composizioni cromatiche e muri
d’immagini. Veri e propri “bombardamenti” sganciati dall’esercito
pubblicitario e disinnescati, nel loro originario intento di spingere a
consumare, dalla “sublimazione artistica che muta le immagini in
altro significante”. Soffermandosi in una prolungata e rilassata
osservazione di queste opere, il carattere forte e a tratti aggressivo
dell’impianto compositivo lascia spazio alle singole immagini che
stimolano ricordi, riflessioni, sogni futuri, pensieri, un vero e proprio,
serrato e intimo, flusso di coscienza. Quadri camaleontici, sibillini,
dove l’eleganza convive con il trash, il lusso con l’essenza, la confusione con l’armonia. Accade
che alcuni dettagli rimangano nascosti per anni prima che l’osservatore ne abbia piena contezza.
Ancora. La serie “Musicale Fluo” esagera di colori e ritagli, dove
ogni opera può contare centinaia di pezzi di carta, e dove convive
una tripla lettura: a luce naturale, a luce colorata e con le lenti
“ChromaDepth”. Con la luce naturale si può apprezzare tutta la
composizione grafica del quadro in ogni singolo dettaglio; con le
luci colorate si attivano le tridimensionalità fluorescenti e, infine, con
le lenti “ChromaDepth” si amplifica ulteriormente la tridimensionalità
cromatica generando una percezione ologrammatica. Torna, qui,
predominante e onnipresente la Musica, unica e assoluta
protagonista di questo filone espressivo di Vì. Il Rock ’60 e ’70,
insieme ai supereroi, nati in quegli anni e oggi più in forma che mai, si galvanizzano per essere
quadri – “fighissimi!”, “wow!” “mammamia” –. Queste, tra tante, le più comuni reazioni di stupore
espresse dal pubblico al cospetto delle cinquanta opere “Fluo” presentate da Vì dal 2018 con
l’installazione “fLUOeXPERIENCE” e le sue tre letture di questo ciclo.
Dal 2015 le opere di Vittoria Rutigliano sono esposte permanentemente presso il suo atelier
personale in Conversano, la “Galleria Vì”, che conta stabilmente più di 200 opere in rassegna.
In questi anni il contatto diretto con il pubblico che ha visitato la galleria e le mostre a lei dedicate è
stato eccellente, confermando largo e unanime consenso attorno alla sua fiorente produzione
artistica.