Anna Maria Tulli - Centimetro x centimetro - pt.3

In tale senso, il nostro piccolo chicco di melograno che nasconde un segreto, un mistero enorme, è in pericolo e va
protetto: ecco l’invito gentile, e tremendo insieme, dell’Artista verso il suo pubblico, l’invito a pensare alla Vita come ciò
che è tanto minuscolo, fragile e sacro, da dover essere preservato e protetto nel suo divenire naturale, dall’inizio alla fine,
senza voler imporre forzature ad un ciclo che è immortale e sempre uguale sin dalla notte dei tempi.
Siamo ancora nel mondo delle fiabe, dove i bambini devono difendersi ed essere difesi da lupi e orchi (il Mondo di Terezin)
e gli anziani devono essere preservati con gentilezza prima del distacco. Siamo quindi di fronte al cattivo rapporto
che questa società ha sia con la Vita che con la Morte: temendole entrambe come manifestazioni di quelle forze cosmiche
elevatissime e misteriose che in passato andavano sotto il nome di “Dei”, ecco che la società moderna non le rispetta e
quindi vive disancorata e in maniera disarmonica di fronte a ciò che c’è di più semplice, naturale, bello e anche giusto. Ci
vuole una dose di saggezza che va oltre l’ebbrezza dell’anima che si invola una volta liberata dal vincolo terreno, come si
vede nella Donna Alata dalle braccia aperte di Anna Maria, proveniente da Belfast, di fronte al Museo del Titanic: anche
questa rimanda a Persefone nella sua fase libera e primaverile, la fase della Ragazza in Fiore: ci vuole la silenziosa, saggia
e paziente attesa di quelle figure alte, aliene, che rappresentano le quattro Forze cosmiche di Natura: Aria, Fuoco, Acqua e
Terra.Esse stanno tra le stelle - Anna Maria li ha chiamati opportunamente “Andromeda”, come la Principessa salvata da
Perseo -, camminano da sempre su una strada che non ha né inizio né fine. Quindi, come dice il filosofo Massimo Donà
nella sua teorizzazione del Movimento Rigorista, la loro eterna e statica essenzialità oltretemporale ci fa paura, perché
somiglia alla Morte: ma essi non sono Morte, sono solo i silenziosi e benevoli Custodi dell’Esistenza: col loro distacco
privo di giudizio, che erroneamente interpretiamo come indifferenza verso le umane sorti e le umane miserie, antichissimi
e senza età nello stesso modo, ci vogliono mostrare che il Vero e il Buono non stanno in tante parole, non stanno in
libri erroneamente definiti “sacri” (“Grande Libro, Grande Male”, diceva Callimaco), ma solo nella semplice osservazione
paziente di una Scintilla di Luce che nasce tra due stelle lontane e opposte che nemmeno dovrebbero conoscersi e che
possiamo ritrovare anche solo aprendo un melograno: l’Iperuranio platonico si invera nell’Empirismo aristotelico, è un
fatto di tutti i giorni e alla portata di tutti.



19.10.2021