Edoarda Maino, meglio conosciuta come Dadamaino, è nata il 2 ottobre 1930 a Milano, Italia, ed è deceduta il 4 aprile 2004. È stata un'artista di rilievo nel panorama dell'arte contemporanea italiana del secondo dopoguerra.
Dadamaino ha iniziato la sua carriera artistica negli anni '50, inserendosi nel movimento dell'arte informale e sviluppando uno stile caratterizzato da una continua ricerca e sperimentazione. È nota soprattutto per la sua serie di opere intitolata "Volumi", realizzata tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60. Queste opere, caratterizzate da tele monocromatiche con tagli e buchi, richiamano l'opera di Lucio Fontana e pongono l'attenzione sulla dimensione spaziale e sul concetto di vuoto.
Negli anni '60, Dadamaino si avvicina al movimento dell'arte cinetica e programmata, entrando a far parte del gruppo Nuova Tendenza e partecipando a numerose esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel. Le sue opere di questo periodo si concentrano su moduli geometrici e variazioni sequenziali, esplorando la percezione visiva e il movimento.
Negli anni '70 e '80, continua a innovare il suo linguaggio artistico, lavorando su serie come "Il movimento delle cose" e "Alfabeto della mente", in cui utilizza segni ripetitivi e modulari per esplorare temi legati alla comunicazione e alla struttura del linguaggio.
L'importanza di Dadamaino nel contesto dell'arte contemporanea è riconosciuta a livello internazionale, e le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private. La sua ricerca artistica, incentrata sulla sperimentazione e l'innovazione, ha lasciato un'impronta significativa nel panorama artistico del XX secolo.