FERNANDO GARBELLOTTO

Biografia

Fernando Garbellotto nasce a Portogruaro nel 1955. Dopo gli studi umanistici e la laurea in giurisprudenza, all’inizio degli anni ‘80 Garbellotto “prende a riflettere intensamente e sistematicamente sulle ragioni della pittura” (Flaminio Gualdoni). È di questo periodo il primo ciclo pittorico chiamato Emergenze. Nella seconda metà degli anni ‘80 la trattazione della superficie si fa a-pittorica, per confluire in una sorta di geometrismo dove la luce, da fisica, diventa metafisica. Questo secondo ciclo prende il nome di Sospensioni. 
Verso la fine degli anni ‘80, affascinato dalle teorie di Benoit Mandelbrot sul caos e sui “frattali”, si dedica intensamente a nuove rappresentazioni iconografiche e traccia un nuovo campo di ricerca che prosegue tuttora, quello dei Frattali. Comincia l’attività espositiva all’inizio degli anni ‘90 ed espone in gallerie private a Pordenone, Venezia, Portogruaro e Perugia.
Nel 1994 vince il primo premio “Città di Cesenatico” ed è invitato ad esporre nel locale Palazzo Comunale.
Nel ‘94 e nel ’97 viene invitato dal Comune di S.Vito al Tagliamento a partecipare alla rassegna Hic et nunc presentando una personale alla Torre Scaramuccia; espone alla Galleria Meeting di Mestre, alla Galleria Sintesi di Treviso dove presenta l’installazione Il grande frattale, e con due personali presso lo Studio Delise a Portogruaro.  
Nel 1997 fonda a Milano con altri otto artisti il movimento Caos Italiano.
Viene realizzato un importante catalogo curato da Vincenzo Perna ed il movimento organizza tre mostre in gallerie private a Milano e viene invitato ad esporre in numerosi spazi pubblici, tra i quali il liceo Majorana di Roma.
Nel 1999 Caos Italiano è invitato a partecipare alla rassegna Arte e Scienza presso l’Università di Torvergata a Roma ed alla Biennale di Locri. Sempre nello stesso anno espone con il movimento al Museo Statale di Novosibirsk, che acquisisce due suoi lavori. Numerose le mostre negli anni successivi. 
Nel 2005 le Edizioni del Cavallino gli dedicano una monografia Fernando Garbellotto, opere dal 1984 al 2005 curata da Paolo Cardazzo con un saggio di Flaminio Gualdoni e l’anno successivo, con un catalogo curato da Toni Toniato, espone alla Galleria d’Arte Moderna di Napoli. 
Nel 2006 giunge all’elaborazione di ciò che egli stesso definisce il punto di sintesi della ricerca degli ultimi vent’anni: le Reti Frattali. 
Espone, in mostre personali e collettive, allo Studio Delise a Portogruaro, al Centro Culturale Liba di Pontedera, all’Arte Festival del Comune di Faleria, al Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons, all’Accademia di Belle Arti di Ripetta a Roma, alla Galleria Comunale ai Molini di Portogruaro (presentato da Claudio Cerritelli), allo Spazio Thetis all’Arsenale di Venezia, alla Galleria Anti di Mestre, al Museo Civico di Albona in Croazia, alla Fondazione Antonio Calderara a Vacciago.
Nel 2009, invitato dal Comune di Ameno, realizza la personale antologica Frattali, 1990/2009 nelle suggestive sale di Palazzo Tornielli. 
Successivamente, col patrocinio della Regione Veneto e della provincia di Treviso, il Comune di Cappella Maggiore gli dedica la mostra Da Garbellotto a Soldera, forme d’arte nella rete del tempo-tappe a ritroso, curata da Duilio Dal Fabbro ed allestita presso lo spazio espositivo cittadino.                                                          
Nel 2009 inizia a realizzare anche video e video installazioni; la sua prima performance Fractal Net Thinking-Sliding Venice viene presentata alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, la video-performance viene proiettata dalla terrazza di Ca’ Venier sull’antistante facciata di Ca’ Corner, delineando una successione di reti che dall’acqua del Canal Grande si inerpica sullo schermo naturale di oltre 900 metri quadrati del palazzo.  
Nel 2011 è presente al Padiglione Italia della Biennale di Venezia con la video-installazione Fractal Net Singing realizzata con la regia di Giancarlo Marinelli e sonorizzazioni della cantante Elisa e del prof. Renato Miani. Lo stesso video partecipa nel settembre dello stesso anno alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
In questi anni svolge anche attività di scenografia per l’amico scrittore e regista Giancarlo Marinelli e firma le scene de L’innocente di D’Annunzio con Ivana Monti.
Sempre nel 2011 viene invitato a partecipare all’importante mostra TRA-Edge of Becoming curata da Axel Vervoordt, Rosa Martinez, Daniela Ferretti e Francesco Poli a Palazzo Fortuny di Venezia, e ad esporre al Padiglione Tibet presso Palazzo Ca’ Zanardi a Venezia.
Nel 2012 realizza un’importante mostra antologica a Palazzo Crepadona di Belluno, mostra che racchiude il percorso dell’artista veneziano dal 1969 a oggi. In quell’occasione viene presentato un catalogo con saggi di Andrea Bruciati, Giovanni Granzotto e Lorena Gava.
Per Studio Lombardini22 a Milano realizza nell’aprile 2012 l’installazione site specific Mare Bianco: il Mediterraneo visto da Sud e nell’ottobre è ospite della IKONA Gallery di Venezia con il progetto FNT - WHO?. Conclude l’anno a Istanbul con l’esposizione Meet Me in the Clouds a cura di Giorgio Caione all’Indipendent Art Space Pasajist.
L’anno successivo realizza una grande installazione di reti frattali nel suggestivo patio del palazzo della Galleria il Segno di Mantova.
Nel 2014 a Londra, in collaborazione con i docenti e gli allievi della prestigiosa MET School London, realizza il suo ultimo video: Fractal Net Dancing.
Nel 2017 a Palazzo Sarcinelli, Conegliano, espone con Emilio Cavallini nella mostra Quando la tela diventa opera a cura di Lorena Gava e Duilio Dal Fabbro.
Nel 2018 Spazio Eventi Orler gli dedica una grande personale e verso la fine dell’anno presenta alla Galleria TAG di Lugano la mostra Frattali in Rete. Nel 2019 espone a Casa Robegan, all’interno dei Musei Civici di Treviso, nella mostra Lo Spazio come Condizione - Mario Deluigi - Fernando Garbellotto a cura di Duilio Dal Fabbro.