12-29 FUTUR CORNICE , GIACOMO BALLA PT.4

Nel settembre del 1919 Balla e’ a Viareggio con la famiglia: colpito dalla forza del mare, realizza – attraverso diversi studi e bozzetti – una dozzina di tele della stessa misura (70 x 100)35 entro “bizzarre cornici” 36. Le cornici vengono realizzate da Balla seguendo l’andamento ondoso del mare e colorate con la stessa tavolozza cromatica della composizione: grigio per il mare mosso dal libeccio o azzurro per la quello calmo con le barche a vela, rosa all’alba o bluette al tramonto….
Degno di nota in questo contesto cornice-dipinto e’ l’Autoritratto37 degli anni Venti, dove Balla si ritrae in una complicata elaborazione futurista dai colori accentuati in chiave psicologica e teatrale. “L’effetto era complicato da una macchinosa cornice che si vede in una fotografia che si fa scattare nel 1928 a valle Giulia, vestito nei colori allegri del Futurismo”38 . Andata dispersa, la cornice viene ritrovata e riunita al dipinto da Maurizio Fagiolo nel 1986.
Arte idealismo e’ un’ aspetto particolare dell’arte di Balla, come lui stesso ci dice in un appunto del 1926: “Il nostro IDEALISTA e’ di un temperamentino (direbbe lui) che se l’intende assai meglio con le voci del infinito che con le nostre”39. In questa carrellata di opere con la cornice autografa, anche per gli anni venti mi soffermo su alcuni capolavori dalle tematiche più conosciute40 . La perenne lotta del bene sul male, del positivo sul negativo, del futurismo sul passatismo trova chiari esempi in due tematiche del 1920 e 1923, qui presentate con le loro cornici intagliate e colorate: Oscurantismo e progresso insieme a Espansionauree di pessimismo ottimismo. Nella prima41 , “la tematica futurista del trionfo della modernità [viene] individuato nella scienza che illumina l’ignoranza del passato, qui rappresentato dal fondo nero, sul quale si insinuano cunei adamantini di luce, dai colori acidi, che a guisa di lingue infuocate li avvolgono. L’intaglio della cornice, che segue nei triangoli grigi l’espansione delle radiazioni interne del quadro, porta all’estrema conseguenza l’intento di Balla di rendere il quadro un’opera omogenea” 42. Nella tela Espansionauree di pessimismo ottimismo 43, Balla incornicia in una cornice colorata di nero a sinistra –il pessimismo – e di azzurro a destra – l’ottimismo – le sue “osservazioni e considerazioni di ordine sociale, studi di movimento e plasticità in tempi tumultuosi di lotte e contrasti. Pessimismo e ottimismo: contrasto, lotta di forze opposte e forze entrambe necessarie”44 . Una cornice quasi più grande dell’immagine viene usata da Balla per realizzare l’opera Espansione – profondità – dinamica45 , regalo dell’artista stesso a Luigi Aversano. “La composizione, seguendo uno schema di diagonali incrociate si basa essenzialmente sul contrasto dinamico e cromatico tra la parte centrale emergente, luminosa e curvilinea, ed una serie di forme triangolari più scure che penetrano dai lati verso l’interno; infine un ulteriore effetto dinamico e’ introdotto nella cornice, costruita dallo stesso artista secondo un motivo geometrico-ornamentale obliquo e ba-
sculante rispetto all’asse ortogonale del dipinto”46 . Definito da Fagiolo “l’astrazione di una astrazione”, il voler impostare una rappresentazione pittorica sull’uso del numero e della lettera diventa in Balla una costante di questi anni. Ricordo infatti l’opera dispersa LTI e la serie dei Numeri innamorati (in questa mostra presento la tavola in collezione di Massimo Carpi) accanto alla tela E’ rotto l’incanto47 . “Quadro costruito letteralmente con le lettere della parola incanto, un’apparizione in r “rotta” da lame taglienti”48 , circoscritto da una cornice bombata e colorata di rosa. L’uso della parola per realizzare la cornice lo troviamo nella tela Le frecce della vita49 , dove le frasi realizzate a lettere cubitali occupano il perimetro della composizione e danno il senso dell’intera immagine: LE FRECCE DELLA VITA IDEALISMO ARTE LOTTE INSIDIE OSTACOLI AMBIZIONE AMORE. Come ha ben notato Livia Velani, “il simbolismo psicologico dell’opera e’ anche espresso nello stesso anno da Un mio istante 50, dove l’artista si rappresenta costretto da forme cubitali colorate” 51. L’opera presenta una doppia cornice realizzata e dipinta da Balla in rosa e giallo, gli stessi colori che dominano la lunga composizione con al centro, costruito da parallelepipedi arancioni, la sagoma di Balla. Il nostro piccolo mago torna a essere al centro della scena pittorica nella tela La seggiola dell’uomo strano52 , esposta da Balla alla I Qua-
driennale (Roma 1931). Entro una semplice cornice a listelli colorata di giallo ocra (il colore della nuova abitazione a via Oslavia), Balla si raffigura come uomo strano, al centro come una piccola sigla di linee incrociate. Davanti, quasi in primo piano la seggiola dell’uomo strano (una sua creazione) e a destra il paravento futurista verde e arancio (altra sua creazione). In alto a destra le due finestre che si aprono sul terrazzo e sulla collina di Monte Mario. Attraverso la porta della cornice, possiamo così entrare nella realtà familiare di un grande pittore del Novecento: via Oslavia 39b. Ma questo e’ un altro capitolo.

21.07.2021