Gabriele Maquignaz - La porta dell'Aldilà - testo critico di Philippe Daverio

Gli uomini che vivono lassù sono talvolta molto diversi da quelli che vivono dabbasso.Nelle pianure, fra i fiumi e i laghi si coltiva, si produce, si fabbrica; e poi necessariamente si guarda all’orizzonte per indovinare le strade dello smercio. Più in là,sulle rive del mare si sogna la fuga verso altri lidi lontani e se tutto va bene, come avvenne per l’Ulisse, si vagabonda smarriti per tornare finalmente a casa. Nei porti e al limite dei campi sorgono le grandi città dove si scambiano ricchezze, idee, manufatti.Tutto avviene fra gli uomini.Gli uomini che vivono lassù sono stimolati verso un destino ben diverso: guardano le cime. Mandano il loro pensiero ben oltre le creste, al di là delle rocce. Scoprono il cielo come necessaria frontiera e s’innalzano per mirare le nuvole, o l’azzurro, o le stelle, o la luna. I loro parenti prossimi sono quelli che vivono nel deserto, si fanno abbagliare dal sole e poi, nella notte secca e fredda, scrutano la volta celeste
per capire i segreti delle costellazioni.Hanno in comune gli uomini delle creste e quelli dei deserti una condizione unica. Sono isolati dagli altri, li incontrano raramente. La solitudine antica li esalta.E siccome sono privati dalle distrazioni urbane si concentrano nella sublimazione delle loro metafisiche. Perché oltre la fisicità, oltre l’apparenza mondana, oltre il brusio, vi è l’aldilà.Le montagne delle valli che portano al Monte Cervino sono lontanissime dalle pianure dei mercanti operosi, sono vicinissime invece alle piramidi di Cheope o di Teotihuacan, rilievi taglienti dell’orizzonte che gli antichi hanno posto a forma di
montagna inventata nella solitudine del deserto e nell’altipiano, sono parenti delle città che gli Inca hanno faticosamente costruito sulla tortuosa linea delle creste amerinde,sentono il suono arcano dei metalli percossi fra i ghiacci del Tibet. I popoli rarefatti che vivono più in alto degli altri si pongono questioni non più terrene. Intuiscono regole e misteri che connettono il mondo ctonio degli inferi con l’universo che li sovrasta. Sembrano non esserne spaventati; sono rassicurati dalla loro pulsione sciamanica. Si disinteressano dalle sottili eleganze urbane e si dedicano alla brutalità zoroastrica delle energie supreme.

02.03.2022