GIACOMO BALLA - LINEE SPAZIALI N.31 - 1929

I quadrati decorativi dell'ultimo futurismo di Balla erano da lui creati con sorprendente facilità . Queste linee e colori semplici , essenziali e puliti derivano dagli infiniti e molteplici , profondi studi di Balla sul movimento , luci , colori , prisma , fiori , uccelli , acque , ecc...Sono la sintesi preziosa di un lungo sperimentare che lo ha portato , nell'esperienza completata , a creare un nuvo stile ; lo stile futurista di Balla oggi cosi attuale e che allora nessuno capiva , scrive Elica Balla nell'introduzione alla mostra di Padova del 1983 .
Nel giugno del 1929 la famiglia Balla , insieme all'anziana nonna Lucia , si trasferisce nell'abitazione di via Oslavia 39 b , una casa popolare che gli viene assegnata grazie all'interessaemento dell'amico - giornalista Michele Biancale.
"Questo appartamento ci veniva ceduto dall'Istituto delle case popolari con prezzo a futuro riscatto. L a casa fu arredata alla meglio , lo studio in principio ospitò prevalentemente i quadri futuristi", scrive Elica Balla nel 1986 (pp.325,336).
Subito dopo questo momento , Balla elabora una serie di 22 tele , di formato quadrato 77x77cm , per chiudere il vano venutosi a creare nella parte alta del muro del corridoio dove passano le tubature dell'acqua . In realtà , come ha chiaramente scritto Fagiolo , si viene a creare per Balla una nuova occasione volta a revocare tutta la sua vicenda futurista .
L'opera viene già esposta nella prima grande mostra antologica di Balla a Torino nel 1963 curata da Enrico Crispolti .
 

19.05.2021