Cesare Berlingeri-L'enigma come involucro

La pittura di Cesare Berlingeri suscita interrogativi, alimenta riflessioni. Al solito sospesa in quel versante dell'intelletto abitato da conoscenza, estro e poesia, essa risalta e si distingue per un sostrato diffusamente enigmatico, colmo di fascinazioni arcane, idilli remoti, un'estesa fragranza di cose come contaminate da esalazioni terragne, insite, con diversa origine e ampiezza, nell'esistenza.
Vi resiste uno spessore culturale analogo a quello visivamente offerto da lavori che sfuggono a ogni etichetta critica, emancipandosi, di fatto, in una midensione filosofica ove collimano spunti improvvisi, memorie feconde , abbandoni creativi sovente caratterizzati da effervescente umorali.
Il segreto ultimo di Berglineri è in quelli che ci è caro chiamarli i suoi involucri sentimentali, volumi talvolta policromi, più spesso monocromatici, nei quali egli ora svela, ora cela. indizi eloquenti, distintamente riconducibili al proprio universo interiore: nomi, lettere, finanche qualche frase lapidaria, destinati a trovare una realizzazione fisica nella superficie dipinta con accordi ricercati, nobilità di stesure materiche ovunque essenziali.
Ripiegare su se stesso un tessuto, uno o più volte, diventa per Berlingeri esercizio funzionale al compimento di una profezia immaginaria, che si mosra ermetica all'approccio quanto incisiva nelle sue solleccitaioni subliminali .
Un corpo, piuttosto che una forma diresti ciascuna opera partorica dal fertile ingegno di Berlingeri che invita lo spettatore a uno sforzo intellattuale, sempre sostenuto, peraltro, da continui contributi lirici e ausili emozionali.
 

20.04.2022