Fin dagli inizi il Futurismo aveva esaltato la macchina e il movimento prodotto
dalle nuove tecnologie.Treni, navi e automobili, durante gli anni ’10 e ’20, erano simboli del progresso che venivano guardati dai primi futuristi con profondo interesse e trasferiti nell’ambito culturale, letterario e pittorico. Solo dalla fine della Prima Guerra Mondiale però, gli aerei acquistano importanza non solo militare, ma anche per il trasporto di merci e passeggeri.Industrie come la Fiat, l’Ansaldo, la Breda e la S.A. Cantieri Picchiotti di Viareggio cominciano a produrre aerei anche per la Regia Aeronautica e aviatori come Italo Balbo diventano frequentatori assidui della Versilia, dove a Torre del Lago si svolgono sperimentazioni e manovre aeree, addestramento piloti e aeroturismo.Viareggio nel 1921 apre il suo aeroporto grazie anche al contributo di Gabriele D’Annunzio e nel 1927 nasce l’Idroscalo a Torre del Lago. Bonetti compie i primi voli nel 1928 accompagnato da Krimer e Viani e scopre
l’emozione del sogno di poter volare e le nuove prospettive ottiche che riporterà
alla sua pittura.Bonetti viene così attratto dalle “prospettive mutevoli del volo” e dalla rappresentazione della velocità. Il Manifesto programmatico dell’Aeropittura indica un movimento nuovo all’interno della ricerca pittorica futurista, la rinascita del mito della meccanica e della velocità attraverso una nuova percezione prospettica, tenendo in consi- derazione le differenze tra autori e tra gruppi Futuristi di diverse zone.“Questa visione aeropittorica, sostanzialmente di carattere policentrico, è un
incessante e graduata moltiplicazione di forme e colori con dei crescendo e
diminuendo elasticissimi che si intensificano o spaziano partorendo nuove
gradazioni di forme e di colori”. (Il Manifesto programmatico dell’Aeropittura).
“L’esasperazione geometrica ha trovato un nuovo equilibrio nel Linearismogeometrico-astratto autonomo dalla forma”. (Prampolini).
08.07.2022