MARCELLO DUDOVICH - IL PIU' GRANDE CARTELLONISTA ITALIANO

Chi sia Marcello Dudovich (1878-1962), per dirla in due parole a chi non lo conosce affatto: il pIù grande cartellonista italiano del secolo scorso . E cosa sia un "cartellonista" , per ch è ormai abituato ai grandi manifesti murali quasi esclusivamente fotografici , è presto detto: colui che ideava e disegnava i manifesti pubblicitari e di propaganda , grossomodo da fine Ottocento sino alla fine degli anni 50 del Novecento.A quel tempo infatti , quelle funzioni che oggi sono separate , cone copywriter , art director e production artist , erano riunite in una stessa persona , che , per l'appunto doveva farsi venire le idee e poi pensare a come metterle giù in immagini accattivanti . A volte una bella idea non bastava perche la sua trasposizione in immagine non era efficace , oppure , vivceversa , artisti dotati di una grande mano non avevano buone idee da proporre . La promozione di un prodotto aveva regole ben definite : un'idea originale , un design sintetico ed efficace e infine un colorismo deciso.Su questa triade si fondava la filosofia di una rivista di settore degli anni Venti intitolata " Il Pugno nell'occhio " proprio perchè esse era una passerella dei migliori manifesti del tempo che per via della loro originalità o del loro cromatismo "colpivano " l'attenzione dei passanti . In questo contento , Dudovich fu il cartellonista pià richiesto , per via della qulità superiore delle sue realizzazioni , ed anche il più longevo , a dimostrazione che seppe anche rinnovarsi , evitando la fossilizzazione stilistica , che invece decretò il tramonto precoce di altri artisti , troppo legati ad una cifra stilistica ben precisa.Giunto a Milano , dalla nativa Trieste , nel 1897 , fu accolto dal concittadino Leopoldo Metlicovits nello staff delle officine Grafiche Ricordi .Ebbe esperienze a Bologna , dove vince molti concorsi per i manifesti delle feste di primavera e del maggio bolognese .Collaborò a lungo con la rivista "Simplicissimus" . Amava vivere nei salotti e nei ricevimenti in mezzo a quelle donne bellissime che poi ritraeva sui suoi manifesti secondo quella linea art nouveau , spesso a tinte piatte , con colori sgargianti e grandi svolazzi floreali .Collaborò con maagazzini mele , campari , strega , borsalino , e varie riviste fino a che alla fine della guerra inziò una lunga collaborazione con La Rinascente , per i quali realizzò centinaia di manfiesti per promozioni stagionali che ritraggono l'evoluzione del look della donna nel corso degli anni '30 . Infine dopo la seconda guerra mondiale realizzò manfiesti per il prestitto della ricostruzione , per la piazzola e per la rinascente che gli darà fiducia fino a pochi anni prima della morte .

 



17.02.2021