Muri - Anna Maria Tulli

La parola muro non gode di buona stampa: nella migliore delle ipotesi esprime un rifiuto, una separazione traumatica, una situazione di difficoltà estrema. Ma i muri possono essere anche pagine su cui leggere e decifrare i segni del tempo, tele pittoriche di street artist ispirati e dalla loro tormentata matericità possono nascere composizioni nuove, spesso sorprendenti. Nelle sue serie dedicate ai muri, l’artista coglie e racconta tutti questi aspetti. E il muro, finalmente, si libera della sua carica simbolica negativa trasmutando in altro, grazie anche alla macro esplorazione ad altissima definizione.
muro di via Corridoni, a Milano, protagonista dei miei “Composit” è stato per me un incontro cruciale. Considerato brutto dai più perché deturpato
e scrostato è invece apparso ai miei occhi come un amante in grado di farmi perdere la testa. Il miracolo di tornare bambina, capace per questo di vederci
storie, forme, disegni, colori. Metafora del Tempo che con la sua andatura inesorabile crea, trasforma, annienta e poi rigenera. Ho passato quattro
anni (dal 2008 al 2011) di fronte a questo muro con la macchina fotografica, un obiettivo macro e un cavalletto a fare scatti, circa duemila, cercando
di coglierne tutti i segreti impressi sulla sua superficie rugosa.”
anna maria tulli


14.12.2021