PERDERE LA TESTA

Conosciamo così poco della realtà. Il 95% di tutto ciò che accade nell'universo è troppo veloce o troppo lento, troppo grande o troppo piccolo per essere percepito dai sensi umani... In definitiva il reale può essere considerato un viaggio involontariamente immaginario… Perdere la testa…Una sensazione emozionante, travolgente, romantica, una di quelle situazioni che vorresti portare con te per poi sparire in un tramonto. Perdere la testa… Un fenomeno molteplice, una serie di "incidenti", di emozioni, di incursioni in una serie di ‘visioni’ del contemporaneo, che hanno in comune solo la trama sottile di una dimensione romantica, dolce, esagerata. Il romanticismo non è un problema, solo il sintomo di un nuovo punto di vista, un punto di vista estraneo, alieno, disarmante. Teste e busti e travestimenti e ferimenti e riferimenti…e ancora sogni e visioni e situazioni e tensioni. Una calda collezione di artisti romantici,
un originale meccanismo di sovrapposizione di trame che denuncia un raffinato gioco di incroci, una struttura d’insieme che genera il discorso singolare che ricorda un edificio neogotico, le cui prospettive si innalzano nei passaggi più imprevedibili, e che evidenziano un tratto austero nei riguardi del linguaggio delle passioni. Un viaggio in una avventura visiva, consapevoli che l’epoca contemporanea è caratterizzata dal turismo di massa e dai viaggi organizzati,
una incursione senza un itinerario prestabilito, un interessante meccanismo di avvicinamento a realtà diverse. E’ una "malattia" romantica il perdere la testa, si confondono in essa ansia e felicità, paura e piacere, entropia e catarsi, un miscuglio di reperti visionari. Volti, azioni e situazioni che reagiscono tra loro come composti chimici, un incatesimo, un incanto, un canto…Si frantumano le razionalità e le spiegazioni e le motivazioni e restano frammenti di emozioni, scorci di intimità, che appaiono al buio, ed è al buio che si incomincia a sognare…a perdere la testa. Le molecole ricompongono i legami, sciolgono la materia, vivono e narrano oggetti, fatti, luoghi, gesti, sogni, mondi naturali o sintetici, e tuttosi traduce in un vago senso di inquietudine, che spinge l'anima a una fuga oltre lo spazio e il tempo: le tipiche figure del fuorilegge, che si erge a sfidare ogni legge umana o divina, del poeta "maledetto", e si rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità; del lato passionale. Una narrazione poetica. Immagini incredibilmente complesse nella loro struttura romantica, immagini ossessive ed affascinanti, soggetti molteplici: donne, e volti e teschi ed eroi e personaggi amati, amanti e corone di spine e cuori e un coltello e fiori e…Il repertorio classico di un romantico, una unica storia d’amore, di avvicinamento, di abbagliamento.
Un canto d’amore a più voci, un canto d’amore per immagini, per Perdere la testa. Uno dei tratti più caratteristici del romanticismo di questa mostra è l’indicazione del lato passionale ed istintivo delle opere scelte. Opere che determinano sempre, anche in contesti altri, continui turbamenti. Una scelta romantica di bellezza. Il rapporto tra la nozione di bellezza e le moltitudini estetizzanti non è così diretto ed immediato, esso passa attraverso una
patologia sociale, ben nota e studiata da decenni, che si chiama narcisismo. Questa malattia psichica ha per l'affettività contemporanea un'importanza paragonabile a quella dell'isteria e delle nevrosi al tempo di Freud. Il suo aspetto caratteristico è il primato dell'immagine sulla realtà in tutte le pratiche della comunicazione privata e pubblica: è chiaro che a partire dal momento in cui l'elaborazione dell'immagine e il suo controllo diventa la preoccupazione fondamentale, cade ogni possibilità di astrazione e di pensiero critico. Infatti il narcisismo non è affatto amore di sé: lo spostamento verso la propria immagine si effettua al prezzo di un totale annullamento della vita individuale e della sua realtà. E così mentre il narcisismo contemporaneo implica una completa negazione della propria identità affettiva, queste immagini sono delle vere e proprie incursioni nell’intimo, nel privato, nelle identità affettive. Non
è un caso, forse, che nell'immaginario l'idea di una forte passione sia associata alla frase “perdere la testa”. L'amplificazione iperbolica dell'immagine dell'io a discapito della sua realtà conduce ad un totale appiattimento sui modelli proposti dalla pubblicità, dalla televisione e dalla moda, determinando nel corso degli ultimi tempi al formarsi di una vera e propria catastrofe culturale, politica e sociale… L’idea della mostra è quella di un incontro con un immaginario tagliente e duro, non più accogliente e arrendevole, a volte languido e seducente…E la testa si perde... Un immaginario in un certo qual modo seducente, specie per esseri portati a vivere all'eccesso, dell'inversione dei ruoli , una dimensione in cui l’arte trasferisce il concetto di un esasperato amore per la propria immagine, nell’immagine di un altro…il contrario del narcisismo… Ancora una volta, anche a questo proposito, l’arte contemporanea,
suggerisce continui riferimenti all’iconografia classica che ha spesso proposto il corpo come espressione principale di tensioni al limite e come protagonista di scene in cui la…testa si perde... e si continuerà a perdere.

23.03.2021